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Il termine Kung Fu (Gong Fu) viene impropriamente
utilizzato per identificare le Arti Marziali Cinesi. In realtà
questo termine vuol dire "abilità" e viene accostato
ad un gran numero di sostantivi di uso comune: un cuoco avrà
il Kung Fu della cucina, un pittore avrà il Kung Fu della
pittura
così vale anche per le arti marziali. Un esperto
della Boxe di Shaolin avrà il Kung Fu di questo stile (Shaolin
Kung Fu), un esperto di Wing Chun avrà il Wing Chun Kung
Fu e così via. Di conseguenza quando ci si allena, Lian Gongfu,
si "allenano le abilità" (Lian = allenare + Gongfu
= abilità). Questo "errore linguistico" ci è
giunto dai colonizzatori inglesi che, ignorando le differenze tra
stili e stili, avendo notato che era l'unica parola comune tra i
vari sistemi, oppure semplicemente per renderne più omogenea
e chiara la classificazione, hanno pensato di utilizzare il suffisso
Kung Fu (Gongfu) per definire l'arte marziale cinese in generale
coniando così quell'accezione del termine che oggi è
di uso comune.
In Cina invece si utilizzano termini differenti: Wu Shu (Wu = guerra,
marziale; Shu = arte); Guo Shu (Guo = paese, nazionale; Shu = arte)
ecc. Per definire l'abilità nelle arti marziali si usa, quindi,
il termine Wu Shu Gongfu. Oggi il termine Wu Shu sta ad indicare
tutte quelle pratiche moderne da competizione, spettacolari e acrobatiche,
derivanti dal Kung Fu
anche qui i cinesi differenziano questa
forma di "ginnastica artistica" dalle arti marziali vere
e proprie chiamandola Xiandai Wu Shu (Xiandai=moderno; Wushu=arte
marziale).
In dettaglio, di seguito,
come si sviluppano le arti marziali in Cina:
XIX
secolo A.C.: si
trova per la prima volta traccia di una tecnica di lotta in testi
incisi su gusci di tartaruga, consistente nell'infilzare l'avversario
con l'ausilio di un elmo provvisto di corna.
XV secolo
A.C.: si trova
ancora traccia di tecniche di lotta con sciabola e scudo, probabilmente
di influenza indiana.
VI secolo
A.C.: compare
una tecnica di lotta sotto il nome di Shuai
Ge, o Shou
Bu.
Mille anni più tardi la tecnica arriverà al suo stadio
finale prendendo il nome di Longhua
Quan, ben strutturata
con tecniche veloci, prese studiate
gli studi sul corpo umano
dei cinesi iniziano a dare frutti non solo in campo medico. Di conseguenza
nasce il Qin
Na, l'arte delle
chiavi articolari. Inserita in moltissimi stili di Wushu, quest'arte
racchiude tutti i segreti per immobilizzare l'avversario.
Attorno al V
secolo A.C. le
arti marziali più conosciute erano il tiro con l'arco e la
lotta a cavallo.
I secolo
D.C.: Un certo
Guan Er, avrebbe creato il primo stile di Kung Fu veramente "schematizzato",
che portava il nome di Changguo
Zhang ("l'arte
del lungo palmo" o la "boxe di lungo raggio").
III
secolo D.C. :
un medico (il personaggio in questione potrebbe essere leggendario;
a lui vengono attribuite un insieme di scoperte in campo medico)
effettua delle ricerche osservando i sistemi di combattimento di
cinque animali: tigre, orso, cervo, scimmia, gru. Si tratta di un
certo numero di gesti di combattimento che si ritrovano nella maggior
parte degli stili di Whushu; a questi, successivamente seguono altri
animali: serpente, cavallo, leopardo, mantide religiosa, drago ecc.
Parallelamente alla pratica marziale si sviluppano una serie di
teorie filosofiche attorno alle pratiche stesse, fondendo così
cultura marziale, religione e filosofia tradizionale. Rimane da
considerare il rapporto tra esercizio fisico e medicina terapeutica
che ha preceduto di gran lunga la nascita delle arti marziali in
Cina, ancor prima delle fonti documentate sulla presenza di arti
marziali. Esempi espliciti di tali relazioni possono essere facilmente
riscontrabili nei testi di medicina tradizionale ove si trovano
evidenti parallelismi con concetti base delle Arti Marziali Tradizionali
Cinesi.
VI secolo:
uno "straniero" giunge al monastero Shaolin:
si tratta di Bodhidharma, l' "illuminato", 27° patriarca
del Buddhismo in India, fondatore del Buddhismo Chan, meglio conosciuto
con il nome giapponese di Zen. In campo marziale a lui si attribuisce
la creazione di alcuni esercizi destinati a rinvigorire il fisico
dei monaci provati dalle lunghe meditazioni, conosciuti come gli
esercizi dei "18 Discepoli di Buddha" o Shiba
Luohan Qigong.
Secondo alcuni, questi esercizi, non erano altro che delle tecniche
Yoga, secondo altri un'originale tecnica da combattimento. Da allora
i monaci del tempio Shaolin divennero presto famosi in tutto il
paese per le loro grandi abilità guerriere.
XII
secolo: Il generale
Yue Fei crea il sistema Yingzhao
Quan (Artiglio
dell'Aquila) e lo Xingyi
Quan (Boxe della
Forma e della Mente).
XIII
secolo: l'eremita
taoista Zhang
Sanfeng, che visse
nello Hebei, codifica le basi di quello che diverrà il sistema
interno del Kung Fu (Nei Jia). Dalle sue ricerche nasce il Taiji
Quan (Taichi Chuan)
. La provincia dello Hebei diviene per caso il luogo di incontro
e di nascita dei più grandi maestri di arti marziali cinesi;
grazie ai frequenti incontri tra esperti proprio in questa provincia
nascono degli stili che raccoglievano il meglio di diversi sistemi.
XV secolo:
viene accettato come novizio nel monastero Shaolin tale Quan Yuan.
Egli revisiona l'antico sistema legato a Bodhidharma schematizzandolo
in 72 tecniche; dopo lunghe ricerche e diverse esperienze con molti
maestri, le tecniche divennero 170, erigendo così le basi
della scuola conosciuta con il nome di Shaolin
Quan.
XVII
secolo: 1644,
sotto la dinastia Qing (1644-1911), in tutto il paese insorgono
sommosse contro l'invasore mancese. I monasteri, terra di asilo
per i capi della resistenza, sono presi di mira dalla nuova dinastia
che disperde con forza le comunità monastiche. L'invasione
del monastero Shaolin, e non solo, fu una conseguenza ovvia. Solo
alcuni monaci riescono a scampare alla distruzione: si parla di
circa cinque maestri.
Secondo la tradizione, i superstiti fuggono principalmente nel Sud
del paese garantendo la sopravvivenza delle loro arti. Nella Cina
Meridionale si formano le scuole Hung
Gar, Liu
Gar, Choy
Gar, Lee
Gar e Mok
Gar. Molte altre
scuole proliferarono in giro per il paese, come il Wing
Chun, il Tanglang
Quan, il Baihe
Quan, Mizong
Quan, Zuibaxian
Quan
XIX
secolo.: Dong
Haichuan si fa
notare nella città di Pechino per la sua abilità nella
tecnica chiamata Bagua
Zhang (Pa Kua
Chang), lo stile degli Otto Trigrammi, caratteristico per il suo
addestramento attraverso la camminata in cerchio.
1850
D.C.: la rivolta
dei Tai Ping (la setta della "grande purezza"). L'esercito
era addestrato all'uso delle armi bianche e al combattimento a mani
nude.
1900
D.C.: scoppia
la "Rivolta dei Boxer" alla quale prenderanno parte molti
tra i più esperti artisti marziali del periodo; tra questi
Cheng
Tinghua che verrà
ucciso, colpito alle spalle dalle pallottole del fucile di un soldato
tedesco.
Dal 1912
alcuni stili di arti marziali si sviluppano all'interno di società
segrete, battendosi contro tutto ciò che minacciava l'integrità
nazionale del paese. Nasce il mito della "Setta del Sopracciglio
Bianco" che, come nello stile omonimo (Bai
Mei, Pak
Mei in cantonese),
era guidata da anziani capi esperti di arti marziali. Anche all'interno
delle realtà militari nascono nuovi metodi di lotta.
1917
D.C.: il giovane
Mao Zedong, allora 21enne, redige lo "Studio sulla Cultura
Fisica", nel quale viene chiaramente espresso il concetto di
pratica di massa, dove le arti tradizionali cinesi dovranno svolgere
il ruolo centrale di elemento coagulante tra la vecchia Cina e la
Nuova Cina per il mantenimento dell'identità nazionale millenaria
anche di fronte al sorgere di una nuova era economica.
1930:
nascono le prime associazioni nazionali per lo studio delle arti
marziali dove i maestri hanno la possibilità di incontrarsi
e confrontarsi; purtroppo le difficoltà politiche del paese
e la guerra con il Giappone frenano questo buon proposito.
Dopo il 1949
le arti marziali cinesi prendono delle vie ben definite: la testardaggine
di Li Junfan (Bruce Lee), che probabilmente gli costò la
vita, nel voler aprire le porte di una Cina ancora scottata dalla
dominazione giapponese, costringe, volenti o nolenti, i maestri
ad adeguarsi al mondo moderno ed iniziare ad uscire dal proprio
paese per mostrare i loro metodi agli occidentali: scoppia la Kung
Fu mania grazie ad una rapida diffusione delle pellicole cinesi
in tutto il mondo. Dal 1973 iniziano a nascere scuole di maestri
cinesi, specialmente negli Stati Uniti. Fiutando subito il business,
i maestri cinesi, con il benestare del governo, iniziano a codificare
forme ed esercizi vari per le competizioni, in ottica di un possibile
ingresso di questa disciplina come sport ufficiale olimpico.
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