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Il presente sito web nasce per divulgare informazioni utili su uno dei principali stili interni delle arti marziali cinesi: il Bagua Zhang; non ultimo presentare al pubblico uno dei personaggi più importanti nel panorama delle arti marziali cinesi: il Maestro Zhang Dugan (Bagua Zhang). Il sito fornirà informazioni utili sugli eventi che lo vedranno protagonista, al fine di rendere gli insegnamenti diretti facilmente accessibili a tutti, tramite stage o corsi organizzati in Italia ed eventualmente tramite viaggi studio presso i luoghi di ritrovo e allenamento direttamente in Cina

Tale impegno da parte del responsabile del sito è rivolto non solo agli aspetti puramente pratici ma anche a quelli teorici e storico-filosofici, ricordando che gli insegnamenti dei maestri mirano a fornire: presa di coscienza della virtù marziale; conoscenza delle strategie e dei principi da applicare in combattimento; conoscenza dei principi che regolano

le funzioni del corpo umano e le sue reazioni; uno stato di salute bilanciato attraverso la pratica costante.

Personalmente intendo promuovere esclusivamente l’insegnamento del Bagua Zhang così come viene trasmesso dal Maestro Zhang Dugan attraverso lezioni individuali o di gruppo presso i parchi della capitale, così come ancora oggi si usa praticare in Cina.

Il titolare del sito Fabrizio ringrazia infinitamente tutti quei Maestri che indiscriminatamente e con tanta passione trasmettono le proprie conoscenze allo scopo di far sopravvivere una tradizione marziale che rischia lentamente di sparire.

 

…MA CHE COS'E' IL KUNG FU?

 

Il termine Kung Fu (Gong Fu) viene impropriamente utilizzato per identificare le Arti Marziali Cinesi. In realtà questo termine vuol dire "abilità" e viene accostato ad un gran numero di sostantivi di uso comune: un cuoco avrà il Kung Fu della cucina, un pittore avrà il Kung Fu della pittura… così vale anche per le arti marziali. Un esperto della Boxe di Shaolin avrà il Kung Fu di questo stile (Shaolin Kung Fu), un esperto di Wing Chun avrà il Wing Chun Kung Fu e così via. Di conseguenza quando ci si allena, Lian Gongfu, si "allenano le abilità" (Lian = allenare + Gongfu = abilità). Questo "errore linguistico" ci è giunto dai colonizzatori inglesi che, ignorando le differenze tra stili e stili, avendo notato che era l'unica parola comune tra i vari sistemi, oppure semplicemente per renderne più omogenea e chiara la classificazione, hanno pensato di utilizzare il suffisso Kung Fu (Gongfu) per definire l'arte marziale cinese in generale coniando così quell'accezione del termine che oggi è di uso comune.
In Cina invece si utilizzano termini differenti: Wu Shu (Wu = guerra, marziale; Shu = arte); Guo Shu (Guo = paese, nazionale; Shu = arte) ecc. Per definire l'abilità nelle arti marziali si usa, quindi, il termine Wu Shu Gongfu. Oggi il termine Wu Shu sta ad indicare tutte quelle pratiche moderne da competizione, spettacolari e acrobatiche, derivanti dal Kung Fu… anche qui i cinesi differenziano questa forma di "ginnastica artistica" dalle arti marziali vere e proprie chiamandola Xiandai Wu Shu (Xiandai=moderno; Wushu=arte marziale).


In dettaglio, di seguito, come si sviluppano le arti marziali in Cina:

XIX secolo A.C.: si trova per la prima volta traccia di una tecnica di lotta in testi incisi su gusci di tartaruga, consistente nell'infilzare l'avversario con l'ausilio di un elmo provvisto di corna.

XV secolo A.C.: si trova ancora traccia di tecniche di lotta con sciabola e scudo, probabilmente di influenza indiana.

VI secolo A.C.: compare una tecnica di lotta sotto il nome di Shuai Ge, o Shou Bu.

Mille anni più tardi la tecnica arriverà al suo stadio finale prendendo il nome di
Longhua Quan, ben strutturata con tecniche veloci, prese studiate… gli studi sul corpo umano dei cinesi iniziano a dare frutti non solo in campo medico. Di conseguenza nasce il Qin Na, l'arte delle chiavi articolari. Inserita in moltissimi stili di Wushu, quest'arte racchiude tutti i segreti per immobilizzare l'avversario.
Attorno al
V secolo A.C. le arti marziali più conosciute erano il tiro con l'arco e la lotta a cavallo.

I secolo D.C.: Un certo Guan Er, avrebbe creato il primo stile di Kung Fu veramente "schematizzato", che portava il nome di Changguo Zhang ("l'arte del lungo palmo" o la "boxe di lungo raggio").

III secolo D.C. : un medico (il personaggio in questione potrebbe essere leggendario; a lui vengono attribuite un insieme di scoperte in campo medico) effettua delle ricerche osservando i sistemi di combattimento di cinque animali: tigre, orso, cervo, scimmia, gru. Si tratta di un certo numero di gesti di combattimento che si ritrovano nella maggior parte degli stili di Whushu; a questi, successivamente seguono altri animali: serpente, cavallo, leopardo, mantide religiosa, drago ecc.
Parallelamente alla pratica marziale si sviluppano una serie di teorie filosofiche attorno alle pratiche stesse, fondendo così cultura marziale, religione e filosofia tradizionale. Rimane da considerare il rapporto tra esercizio fisico e medicina terapeutica che ha preceduto di gran lunga la nascita delle arti marziali in Cina, ancor prima delle fonti documentate sulla presenza di arti marziali. Esempi espliciti di tali relazioni possono essere facilmente riscontrabili nei testi di medicina tradizionale ove si trovano evidenti parallelismi con concetti base delle Arti Marziali Tradizionali Cinesi.

VI secolo: uno "straniero" giunge al monastero Shaolin: si tratta di Bodhidharma, l' "illuminato", 27° patriarca del Buddhismo in India, fondatore del Buddhismo Chan, meglio conosciuto con il nome giapponese di Zen. In campo marziale a lui si attribuisce la creazione di alcuni esercizi destinati a rinvigorire il fisico dei monaci provati dalle lunghe meditazioni, conosciuti come gli esercizi dei "18 Discepoli di Buddha" o Shiba Luohan Qigong. Secondo alcuni, questi esercizi, non erano altro che delle tecniche Yoga, secondo altri un'originale tecnica da combattimento. Da allora i monaci del tempio Shaolin divennero presto famosi in tutto il paese per le loro grandi abilità guerriere.

XII secolo: Il generale Yue Fei crea il sistema Yingzhao Quan (Artiglio dell'Aquila) e lo Xingyi Quan (Boxe della Forma e della Mente).

XIII secolo: l'eremita taoista Zhang Sanfeng, che visse nello Hebei, codifica le basi di quello che diverrà il sistema interno del Kung Fu (Nei Jia). Dalle sue ricerche nasce il Taiji Quan (Taichi Chuan) . La provincia dello Hebei diviene per caso il luogo di incontro e di nascita dei più grandi maestri di arti marziali cinesi; grazie ai frequenti incontri tra esperti proprio in questa provincia nascono degli stili che raccoglievano il meglio di diversi sistemi.

XV secolo: viene accettato come novizio nel monastero Shaolin tale Quan Yuan. Egli revisiona l'antico sistema legato a Bodhidharma schematizzandolo in 72 tecniche; dopo lunghe ricerche e diverse esperienze con molti maestri, le tecniche divennero 170, erigendo così le basi della scuola conosciuta con il nome di Shaolin Quan.

XVII secolo: 1644, sotto la dinastia Qing (1644-1911), in tutto il paese insorgono sommosse contro l'invasore mancese. I monasteri, terra di asilo per i capi della resistenza, sono presi di mira dalla nuova dinastia che disperde con forza le comunità monastiche. L'invasione del monastero Shaolin, e non solo, fu una conseguenza ovvia. Solo alcuni monaci riescono a scampare alla distruzione: si parla di circa cinque maestri.
Secondo la tradizione, i superstiti fuggono principalmente nel Sud del paese garantendo la sopravvivenza delle loro arti. Nella Cina Meridionale si formano le scuole
Hung Gar, Liu Gar, Choy Gar, Lee Gar e Mok Gar. Molte altre scuole proliferarono in giro per il paese, come il Wing Chun, il Tanglang Quan, il Baihe Quan, Mizong Quan, Zuibaxian Quan

XIX secolo.: Dong Haichuan si fa notare nella città di Pechino per la sua abilità nella tecnica chiamata Bagua Zhang (Pa Kua Chang), lo stile degli Otto Trigrammi, caratteristico per il suo addestramento attraverso la camminata in cerchio.

1850 D.C.: la rivolta dei Tai Ping (la setta della "grande purezza"). L'esercito era addestrato all'uso delle armi bianche e al combattimento a mani nude.

1900 D.C.: scoppia la "Rivolta dei Boxer" alla quale prenderanno parte molti tra i più esperti artisti marziali del periodo; tra questi Cheng Tinghua che verrà ucciso, colpito alle spalle dalle pallottole del fucile di un soldato tedesco.

Dal
1912 alcuni stili di arti marziali si sviluppano all'interno di società segrete, battendosi contro tutto ciò che minacciava l'integrità nazionale del paese. Nasce il mito della "Setta del Sopracciglio Bianco" che, come nello stile omonimo (Bai Mei, Pak Mei in cantonese), era guidata da anziani capi esperti di arti marziali. Anche all'interno delle realtà militari nascono nuovi metodi di lotta.

1917 D.C.: il giovane Mao Zedong, allora 21enne, redige lo "Studio sulla Cultura Fisica", nel quale viene chiaramente espresso il concetto di pratica di massa, dove le arti tradizionali cinesi dovranno svolgere il ruolo centrale di elemento coagulante tra la vecchia Cina e la Nuova Cina per il mantenimento dell'identità nazionale millenaria anche di fronte al sorgere di una nuova era economica.

1930: nascono le prime associazioni nazionali per lo studio delle arti marziali dove i maestri hanno la possibilità di incontrarsi e confrontarsi; purtroppo le difficoltà politiche del paese e la guerra con il Giappone frenano questo buon proposito.

Dopo il
1949 le arti marziali cinesi prendono delle vie ben definite: la testardaggine di Li Junfan (Bruce Lee), che probabilmente gli costò la vita, nel voler aprire le porte di una Cina ancora scottata dalla dominazione giapponese, costringe, volenti o nolenti, i maestri ad adeguarsi al mondo moderno ed iniziare ad uscire dal proprio paese per mostrare i loro metodi agli occidentali: scoppia la Kung Fu mania grazie ad una rapida diffusione delle pellicole cinesi in tutto il mondo. Dal 1973 iniziano a nascere scuole di maestri cinesi, specialmente negli Stati Uniti. Fiutando subito il business, i maestri cinesi, con il benestare del governo, iniziano a codificare forme ed esercizi vari per le competizioni, in ottica di un possibile ingresso di questa disciplina come sport ufficiale olimpico.